
COMUNICATO STAMPA
Dell'Ufficio di presidenza dell'I.I.S. "G.Mazzatinti" di Gubbio
Mercoledì' 11 maggio alle ore 21 presso il Teatro comunale di Gubbio verrà presentato lo Spettacolo Teatrale "Cabaret Italia" per la regia di Francesco Torchia e con le Coreografie di Silvia Bevilacqua. Si tratta dell'allestimento realizzato nell'ambito del Laboratorio teatrale dell'I.I.S. "G.Mazzatinti" che ormai da alcuni anni rappresenta una strategia didattica fondamentale e di grande efficacia. I giovani che hanno preso parte a questa attività e al lavoro di recitazione dal quale è scaturita la piece sono i seguenti ROBERTA SBIANCHI, ALESSIO ANELLI, MATTIA FILIPPINI, GIOVANNI AMBROGI, SERENA MANGONI, CHIARA CAVALLINI, ALESSIA ALOI, CATERINA PANFILI, TONIA POLLASTRO, MARTA BAZZUCCHI, FRANCESCO CUTUGNO, ALESSIO DONATI, GIAMMARCO PICCOTTI, ELISA CORAZZI, LORENA VISPI, ILARIA URBANI, ALESSANDRA PANNACCI, CECILIA MENICHETTI, LUCREZIA SANNIPOLI, ELENA NAFISSI.
Come ricordare i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia senza commemorare, non volendo partecipare alla consueta retorica che accompagna ogni celebrazione?
Questa è stata la domanda fondamentale sorta quando i docenti del liceo Mazzatinti hanno avanzato la proposta di sviluppare il laboratorio teatrale di quest'anno in direzione di uno spettacolo dedicato ad una così importante, ma anche complessa e complicata ricorrenza.
La risposta, di getto, è stata un'altra: proviamo a raccontare non l'Unità d'Italia, il suo farsi, ma l'Italia unita, cioè la storia di questi centocinquant'anni, forse il lungo inseguimento ad una "unione" che tarda ancora a realizzarsi. Perché i legami profondi fra genti diverse non possono essere solo politici, linguistici e tantomeno sanciti per decreto, devono elaborarsi attraverso il confronto radicale delle culture e corroborarsi nella vita quotidiana, anno dopo anno.
Dalla padella alla brace, come si suole dire: centocinquant'anni sono un affare non di poco conto e a raccontarli tutti o ci si perde nell'oceano di fatti e problematiche che si hanno davanti o si rischia la genericità e la superficialità.
Così è nata l'idea di immaginare un cabaret (un café chantant prima, un night poi, infine una discoteca: insomma un luogo d'intrattenimento che in centocinquant'anni si trasforma e si rinnova) e di costruire una serie di quadri scenici con musica, canzoni, balli in voga, storie e Storia, ciascuno per ritrarre un anno particolare o un decennio intero della nostra storia, cercando con ostinazione un senso, una direzione, un progresso, un regresso o un disorientamento sulla strada dell' "unità".
Una lezione di storia insomma, fatta divertendosi, impresa ardua e forse troppo ambiziosa: ce l'avremo fatta? Agli spettatori la risposta.
Tutta la Cittadinanza è invitata a partecipare.