HOMO ARTIFEX
by Redazione • sabato, 13 marzo 2010 @ 14:33 • in: EDITORIALI, INVIO n.2 – FEBBRAIO 2010, News •L’uomo può essere creatore di se stesso? Può, nel corso della sua esistenza, essere un laboratorio in divenire? Orientarsi e riorientarsi nella cosiddetta società cognitiva?
Saldare conoscenza e significato, sapere e saper fare?
Se le risposte sono affermative, vuol dire che anche <<nei momenti difficili un’intuizione forte può dare senso e concretezza a bisogni diffusi e non effimeri>>.
Una scuola amica, capace di costruire menti ben fatte, di educare alla complessità, lo sa. La sua offerta formativa, non astrattamente pianificata, ma calibrata sulle aspettative personali, veicolata dai saperi disciplinari, educa, insieme, al pensiero e alla vita attiva, aprendosi alle sue <<chances>>. L’orientamento,pur con i suoi passaggi rituali ed istituzionali,
resta un sostanziale processo di autovalutazione, di rinforzo e di adeguamento critico, volto alla ricercadella propria realizzazione, dentro la comunità educativa e fuori di essa, secondo una prospettiva integrata. Ovvero dimensionata all’amor proprio e al bene comune. In questa ottica e non solo nel quadro delle opzioni formative presenti nel nostro Istituto, la Fondazione Giuseppe Mazzatinti intende contribuire con un pubblico confronto, centrato sul significatoda dare, oggi, al concetto non riduttivo di
<<uomo artigiano>>, partendo da un libro recente di RICHARD SENNET con lo stesso titolo. In un senso lato esaltare l’uomo artigiano significa esaltare la <<maestria>> nello svolgere le proprie competenze.
Essa designa un impulso umano fondamentale sempre vivo, il desiderio di svolgere bene un lavoro per se stesso. È l’aspirazione alla qualità, all’eccellenza nello svolgere un compito per il piacere che questo comporta, piuttosto che per esigenze di competitività e di perfezionismo ossessivo. In senso stretto possedere abilità tecniche ed esprimere padronanze specifiche
non significa mortificare le facoltà dell’immaginazione, perché altrimenti verrebbe meno la molla migliorista dell’avanzamento delle nostre capacità
ideative e progettuali.
La sinergia mente-mano-desiderio-ragione è, in sostanza, il quadrilatero a cui la nostra tradizione culturale deve ispirarsi, valorizzando le proprie radici, anche religiose.
Già, perché quella sinergia meglio si comprende alla luce della stessa sapienza biblica, nella sua accezione profetica, più che apologetica.
Il Presidente della Fondazione
Prof. Gianfranco Cesarini
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